Grazie ai nostri sostenitori.

Siete stati davvero tanti, 2400 per la precisione, ad aver partecipato alla prima stagione teatrale dle Treatro degli Ulivi.

Questa nostra stagione è stata un test per capire come il territorio avrebbe reagito ad una proposta di questo genere, e voi avete risposto in maniera splendida.

Ci avete colto perfino impreparati con la vostra richiesta di spettacoli aggiuntivi!

Con grande entusiasmo abbiamo messo in moto la macchina per il 2026, quando Donizetti con l’ “Elisir d’Amore” sarà protagonista, ma non mancheranno altri titoli e altri generi, sempre all’insegna della cultura e di un incontro con la natura che è stata al centro di questa prima stagione. Continuate quindi a seguirci e a far parte di questa bella avventura!

Nel frattempo potete rivedere in questa pagina i dettagli della stagione passata, i titoli e alcuni momenti speciali.

Un ringraziamento speciale alle aziende del territorio che hanno sostenuto la prima stagione del Teatro degli Ulivi

Vivi la magia dell’opera lirica in una dimensione intima e naturale, circondata dai profumi di un campo di ulivi e illuminata da più di 700 candele.

Goditi un’esperienza unica nel suo genere, arricchita da un contesto speciale e dalla voglia di creare qualcosa di nuovo.

Contribuisci anche tu a far nascere un nuovo polo di cultura sulla Costa dei Trabocchi!

Dalle ore 19:00 è possibile fare aperitivo in uliveto per gustare i prodotti del territorio a KM0 e arricchire la tua serata con un momento speciale.

Tratto dalla poesia di Carducci “Jaufrè Rudel” e liberamente interpretato in forma di lettura drammaturguica, “Un canto d’amore” è il racconto leggendario delle vicende amorose del poeta provenzale che si imbarca con le truppe francesi della seconda Crociata, con il desiderio di raggiungere la contessa di Tripoli del Libano, della quale è innamorato senza mai averla veduta, ma conosciuta solo attraverso i racconti riportati dai pellegrini di ritorno dalla Terra Santa. Vicende lontane tanti secoli che ancora oggi smuovono le nostre sensibilità, le nostre emozioni, parlandoci delle “distanze” del sentimento d’amore e ancora, del canto poetico che da sempre trasporta, fa navigare le parole nel mare dell’umanità.
Lo spettacolo è ad ingresso libero con offerta
Dei treni restano le nuvole. Voci che raccontano e cantano con occhi affettuosi e poetici i comuni luoghi di uno spaesamento dolce. Voci che portano in scena una terra, al contempo reale e metafisica, quotidiana e letteraria e che invitano a un diverso sguardo sulla quotidianità. Da binari smantellati risulta una strada, impalpabile e concreta, lacerti di memorie risuonanti religiosità popolare, asprezze di vita e tenerezze che fanno acuto il desiderio di essere collettività, pur restando ognuno con la propria “…disturbata ombra divina” che stampa sulla terra. Per ognuno un paese incastrato nel cuore, pieno di vuoti, mancanze, approssimazioni ma evidente ancora con certificazione di abitabilità. I teli bianchi sulla scena, sono bucato al sole, schermi per il cinema o teatro d’ombre, sono pagine da scrivere o lasciare bianche, leggeri tappeti forse volanti per processioni, pietosa copertura, sudari di paure e passioni, vele di bacche dentro fortunali, sono fatti di sale, farina e di neve, sono nuvole che si trasformano in tutto ciò che si trasforma. Dove impari la benevolenza e la misericordia dovuta a te stesso a agli altri, quello è il tuo paese. E può essere ovunque. Ringraziamo per gli spunti: canti e cantori popolari; G. R. Morteo; E. Montale; E. de Luca; F. Guccini; F. De Gregori; Giona profeta; G. Caproni; Anna Identici; Shakespeare; Nilla Pizzi; Tonino Fantinie Collodi.
Lo spettacolo è ad ingresso libero con offerta